venerdì 6 marzo 2015

Bibliofilia - A scuola con i libri. Avventure di una libraia-maestra di Grazia Gotti

Al di là che questo libro parli di altri libri, dopo che l'avrete letto vi confermerà che l'insegnamento è davvero una vocazione. Se non ce l'hai non puoi improvvisarti insegnante. È la verità. Comunque, senza sconfinare in altri mondi, oggi vi parlo della rubrica, Bibliofilia.
A scuola con i libri. Avventure di una maestra-libraia di Gloria Gotti e pubblicato da Rizzoli, l'avevo preso solo con l'intenzione di dare al mio spazio un motivo in più per trattare di libri. Dentro ho trovato una miniera d'oro di conoscenza, pensieri e vocazione, appunto. E più che avventure direi il coraggio buttarsi a capofitto nell'educazione scolastico-letteraria e a proiettarla nei giorni prossimi e lontani.
Scritto senza intoppi, da divorare in pochi giorni, una semplicità che ti spiazza: questo libro è un piccolo saggio, inserito nella collana per ragazzi, tenere nella libreria. Ogni pagina contiene passione e migliaia di informazioni. Come vi dicevo, da avere assolutamente. 

Grazia Gotti lo scrive in calce, è prima di tutto una libraia, una professione che ha intrapreso prima ancora di dedicarsi anche all'insegnamento.
L'esordio scolastico coincide con il proprio coinvolgimento nel mondo editoriale e si intuisce come due ambiti possano trovare terreno fertile per aiutare gli allievi a non annoiarsi.
C'è un invito da tenere a mente: a scuola si va con tanti libri e le maestre hanno borse grandi e piene di «libri corti, con le figure, per imparare dolcemente e piacevolmente a leggere i libri-libri, non quelli di scuola».
Le avventure della libraia-maestra si dipanano dal 1987 al 1998 e corrono lungo i binari della scuole, delle iniziative connesse alla Bologna Book's Fair, alle biblioteche e soprattutto ai bambini. Ogni sfida è motivo di bellezza e coinvolgimento e questo è chiaro fin dalle prime righe.
La libreria è la Giannino Stoppani di Bologna, diventata una casa editrice, un vero progetto di vita legati ad altri progetti di vita. Accanto ci sono l'Accademia Drosselmeier e i tanti laboratori culturali, una fucina di idee per sorreggere l'importanza della lettura. Un concetto da divulgare ma che fatica a trovare spazi, complici anche una classe politica poco o per nulla interessata ad occuparsi di questo problema, in stridente contrasto con il fermento internazionale di cui è testimone la stessa scrittrice. 
La situazione della nostra Italia rimasta immutata dal tempo in cui lei insegnava, anzi che si fa sempre più precaria. Le carenze sono evidenti in strutture e intenti. Sicuramente, una scuola e una città con tanti libri potrebbero migliorare il lavoro dei docenti:

Quando un territorio dispone di una biblioteca e di una libreria per ragazzi, il numero dei lettori se ne avvantaggia enormemente. Le librerie specializzate non erano numerose, mentre oggi la rete è in continuo sviluppo. Anche le sezione ragazzi delle biblioteche sono presidi irrinunciabili e risorse insostituibili per la scuola, che sconta una drammatica arretratezza per l'essenza di biblioteche scolastiche moderne. C'era e c'è ancora tanto da fare.

Uno stato che non investe nella scuola, nei libri, nei bambini non tiene al futuro dei suoi cittadini più giovani e forse non servono a nulla i proclami urlati della “buona scuola” se per far rientrate le finanze la colpisce in primis, non lasciando margine di operazione per investire denaro sulle reali esigenze delle classi. È questione di giustizia sociale, economia statale e qualità formativa.
La circolare del 1995 del ministro Giancarlo Lombardi è stata una buona base di partenza per promozione della lettura nelle scuole, nella riorganizzazione e intensificazione delle biblioteche, che però deve trovare forza per migliorarsi.
Nel calderone della libraia-maestra troviamo oltre alla politica, locale e nazionale, l'università, le famiglie, la televisione, la stampa perché poco alfabetizzati sulle necessità degli studenti e dell'infanzia: «non sono gli scrittori, i loro libri, le storie che vi sono custodite, che ci offrono la chiave di ingresso per il mondo dell'infanzia, un mondo che dalla sua assoluta alterità ci guarda e ci mette in ascolto?».
Per fortuna, l'esercito degli insegnanti appassionati si prende cura di questo piccolo orto con i pochi mezzi posseduti perché libri, figure, passione sono la formula vincente per il futuro.
«L'importante, per una libraia-maestra, è di trovare, il libro giusto al momento giusto» per trasmettere una grande passione: «la H diventa l'iniziale di un hobby che si coltiva si da piccoli, la lettura».
Non resta che chiudere con le parole di Grazia Gotti e sulle sue speranze che sono anche le mie:

Sogno un futuro nel quale ogni scuola sia dotata di una bella biblioteca. Libri sistemati in locali luminosi e adeguatamente arredati, a scaffale aperto, gestiti dai più grandi anche con l'aiuto del computer, con il nome delle discipline in bella vista, come nelle vere biblioteche storiche.
Titolo: A scuola con i libri. Avventure di una libraia-maestra
Autore: Grazia Gotti
Editore: Rizzoli
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788817064910
Prezzo di copertina/ebook: € 10,00 - € 2,99

4 commenti :

  1. Interessante questo libro. C'è sempre, come fai intendere, da sperare nella buona volontà dei singoli maestri e professori per stimolare gli alunni alla lettura, al di là dei testi scolastici. Fortunatamente la scuola media frequentata da mio figlio è molto vicina alla biblioteca comunale, quindi i prof portano spesso i ragazzi a scegliersi dei libri, poi li stimolano a scrivere delle brevi recensioni e a parlarne anche in classe. Ma temo che non in tutte le scuole funzioni in questo modo...

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    1. Confermi quanto scrive Grazia Gotti: un esercito di maestri e professori che non si risparmiano, vanno oltre i loro doveri con una pazienza da santificare.
      Purtroppo, non tutte le realtà conosco questo impegno.

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  2. Lo voglio assolutamente. Insegnare è davvero una vocazione e spesso un desiderio che non sembra avverarsi mai, così come il desiderio di una scuola più consapevole e attenta...

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    1. Mi auguro che si avveri. Io cedo il passo a chi questa vocazione ce l'ha.

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