mercoledì 11 marzo 2015

Coral Glynn di Peter Cameron

In queste settimane ho letto due libri di Peter Cameron (entrambi editi da Adelphi): per Il weekend vi faccio attendere ancora, Coral Glynn, invece, è il titolo di oggi. Inutile dirvi delle molte somiglianze riscontrate, quando recensirò anche l'altra opera ne tratterò più diffusamente.
Coral Glynn mi è piaciuto di meno rispetto al primo perché non sono una grande amante dei romanzi dalle atmosfere tipicamente inglesi. Con ciò non voglio dire che sia un libro illeggibile, anzi vi rassicuro di certa scorrevolezza e coinvolgimento anche dovuta all'eleganza della scrittura di Peter Cameron.
Nell'uggiosa campagna inglese, vicino ad Harrington, nel 1950 Coral Glynn giunge all'isolata villa Hart in qualità di infermiera per prendersi cura di Mrs Hart, malata terminale di cancro. Nell'abitazione vivono Mrs Prence, la scorbutica e sospettosa governante, e Clement, figlio della moribonda.
Il maggiore Hart ha un pessimo rapporto con la madre, è taciturno, si sente sollevato per essere esonerato dalla vita matrimoniale per vie delle gravi ferite guerra. E questo lo sa bene Robin, l'amico di sempre legato a lui da un amore impossibile.
A villa Hart, le mansioni della giovane si esauriscono in poche settimane per la morte dell'anziana. Mentre si preoccupa di cercare un nuovo lavoro, Coral accetta la proposta di matrimonio di Clement, entrambi consapevoli di colmare la solitudine, l'amore sarà sempre altro.
Da questo momento una serie di equivoci, situazioni compromettenti andranno a minare la fragilità di coppia e tutto il microcosmo di relazioni.
Forse irrita un po' il lettore il comportamento della protagonista femminile per quell'aria trasognante, spesso svampita, indecisa, remissiva. Poi leggi meglio e sai che ha avuto una vita non certo facile, una famiglia problematica e allo stato dei fatti non esistente, ha subito violenza e allora ti intenerisce quasi.
A Londra, Coral diventa adulta e non trova esattamente la felicità ma una sorta di libertà che riguarda l'emancipazione della proprie decisioni. Fino a quel momento le circostanze avevano preso potere sulla sua esistenza senza riuscire ad opporre resistenza.
Negli ingranaggi della vita della giovane si è presentato sempre qualche ostacolo – il fruscio dell'agrifoglio, lo strappo del vestito color lavanda, un profumo di fiori –, segnali carichi di un presentimento più conturbante.
In particolare, il raccapricciante omicidio nel bosco vicino l'abitazione è il motore che porterà i personaggi verso nuove situazioni, forse anche riscatti.
Come in Il weekend (prossimamente ve ne parlerò), il bosco è un luogo di svolta e inquietudine, sembra quasi necessario entrarci. In Coral Glynn è teatro di una vicenda drammatica, un limbo in cui tutti gli inganni vengono smascherati. Il mistero che lo avvolge è lo che stesso che ciascuno personaggio si porta dietro, preludio di nuove fughe. Attraversarlo non porta a nessuna redenzione, la luce rischiara certe zone d'ombra che si credevano ormai ai margini della strada maestra.
Ci sono l'ambiguità delle rapporti umani, poco chiari, passionali. Peter Cameron intreccia relazioni complicate e sempre simmetriche: il gioco delle coppie si rinnova seguendo nuove opportunità.
L'inganno della realtà e dei sentimenti trova rifugio nella segretezza della propria identità, o meglio, della propria storia personale: «Esiste mai la possibilità di sapere davvero chi sono gli altri? Sono tutti come le monete: hanno due facce; se non come i dadi, che ne hanno sei».

Titolo: Coral Glynn
Autore: Peter Cameron
Editore: Adelphi
Traduttore: Giuseppina Oneto
Pagine: 212
Anno di pubblicazione: 2012
EAN: 9788845926884
Prezzo di copertina: 18,00 

4 commenti :

  1. A me invece le atmosfere tipicamente inglesi piacciono tanto: una spinta in più verso questo libro che corteggio da un po'.
    Concordo, la scrittura di Cameron è davvero elegante; Quella sera dorata è uno dei miei romanzi preferiti di sempre :)

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    1. Vorrei leggere Quella sera dorata, ne parlate tutti così bene...

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  2. A me non è che non piacciono. Però ammetto che certe volte stentano a convincermi (se ha un qualche senso ecco.) "Quella sera dorata" lo rispulciavo anche l'altro giorno in libreria, mi ispira tantissimo. Di questo, lo ammetto, non ne avevo ancora sentito parlare.

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  3. Io invece ho proprio adorato Coral Glynn, forse è il mio preferito di Cameron subito dopo Un giorno questo dolore ti sarà utile. Oddio, secondo insieme a Quella sera dorata... adoro Cameron. Immensamente e senza redenzione.
    Mh, non avevo pensato al legame tra luoghi fisici e stati d'animo nei libri di Cameron. Interessante ò_ò

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