lunedì 2 marzo 2015

Piena di niente di Alessia Di Giovanni e Darkam


Un palloncino riuscirebbe a cogliere il senso più profondo di questa incredibile e spiazzante graphic novel, pubblicata da BeccoGiallo, scritta da Alessia Di Giovanni, sceneggiatrice e scrittrice, disegnata da Darkam, ossia Eugenia Monti – Piena di niente: un involucro impalpabile e teso, il corpo della donna, l'aria interna il nulla, o meglio, la violenza, inconvenienti non calcolati che lo dominano. Piena contro la loro volontà. Vuota di vita, priva di potere decisionale.
In poco più di 140 pagine trova forza una narrazione e cassa di risonanza su un tema delicato, l'aborto dal punto di vista femminile. Piena di niente documenta il tentativo di interruzione della gravidanza in una nazione, la nostra, che si professa laica. Sì, perché tentano, il termine è esatto.
Alessia di Giovanni ha attinto alla realtà più vera, non ha avuto bisogno di inventare nulla e anche se lo avesse fatto non credo che si sarebbe discostata molto.
Giulia, Monica, Elisa e Loveth sono quattro donne sole o circondate da persone che le vogliono bene, ma in sostanza sole nel prendere la decisione di abortire. Quattro storie che provengono dai quattro angoli d'Italia, differenti per contesto sociale, età – Elisa una liceale, Loveth una prostituta nigeriana, Giulia un'infermiera con alle spalle una famiglia e un matrimonio, Monica una donna alla ricerca del vero amore.
Hanno sogni, parole, pensieri che non trovano ascolto e attenzione. Al mondo appaiono come sacchi, il cui contenuto è riempire delle proiezioni altrui, spesso affetti che ignorano la vita che ciascuna di loro conduce.
Bisogna conoscerle e poi raccontarle: questo è l'intento dell'autrice e lo dichiara ancor prima che disegni, espressioni prendano vita all'interno della carta. Cronache di turbamenti, fagotti di esperienza, violenza e pregiudizi prima dell'epilogo finale. Il diritto di scelta non viene considerato ma non hanno scelta per il senso di colpa e l'opinione infondata sulla persona, ombre che pretendono la scena. Si fa presto ad etichettarle, a considerarle sprovvedute.
Gli schizzi e tratti netti, poco gentili e senza l'ipocrisia di edulcorarli con i sfumature delicate, scrivono come le parole un resoconto comune e per un attimo i loro sguardi si incontrano quando il nero, colmando tutta la pagina, decreta il vuoto di risposte, il buio della solitudine.
E ancora le troviamo lì sofferenti, piegate, assorte a immaginare la vita di un altro individuo quando la propria è indefinibile. Si può tentare la sorte, si possono tirare i dadi e partecipare provocatoriamente, come invitano le pagine conclusive, a una sorta di gioco dell'oca, un terno a lotto per capire quanto sia complicato imporre la propria decisione e non farsi intralciare nel percorso.
Sottile e sempre più chiara la denuncia contro il sistema italiano che non offre un sostegno reale alle donne che decidono di abortire e di una legge, la 194, sempre più messa in discussione perché una donna non può permettersi di rinunciare alle “gioie” materne. In questa polemica rientrano anche la scuola che non investe in educazione sessuale, la scarsa rete sociale e informativa, una burocrazia fitta ed esasperante e il controverso concetto di obiezione di coscienza alimentano l'illegalità.
Bisogna solo aprire gli occhi sui propri diritti. E leggere queste storie. 

Titolo: Piena di niente
Autore: Alessia Di Giovanni, Darkam
Editore: BeccoGiallo
Pagine: 144
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788897555360
Prezzo di copertina: € 15,00

3 commenti :

  1. Lo comprerei anche solo per il titolo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione. Ti assicuro che è un bel libro.

      Elimina
  2. Guarda, te lo dico. Già lo volevo. Adesso sono sicura che sarà uno dei miei prossimi acquisti!

    RispondiElimina

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale