martedì 21 aprile 2015

I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews


Prima di recensire I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews, edito da Marcos y Marcos, ho atteso qualche giorno per capire se le impressioni a libro terminato fossero mutate nell'arco di qualche giorno. Magari riflettendoci... No. È stata una lettura faticosa, soprattutto nella sua parte centrale, pur essendo alleggerite da una scrittura spesso ironica, mi è parso che girasse intorno alla questione. Sono stata colpita, invece, da inizio e fine racconto, quando aleggia una parvenza di armonia, quando ci si misura con ciò che è accaduto. È da elogiare la scrittrice canadese per aver saputo narrare di un tema non facile come il suicidio, palesemente autobiografico senza piangersi addosso e con punte di spiccato umorismo. 
In un componimento di Samuel Coleridge, A un amico, con una poesia incompiuta, è il verso nove a dare il titolo al libro della Toews e pescare tutti gli elementi principi del romanzo: Avevo anch'io una sorella, una sola,/ era pazza di me, come io di lei./ Le confidavo i miei piccoli dispiaceri,/ come un paziente abbracciato alla nurse, / e quel malessere oscuro del cuore/ che si vergogna anche di un occhio amico.
Chi confida i piccoli dispiaceri è Elfrieda, spirito libero, donna bellissima, musicista affermata e osannata, in procinto di iniziare la sua tournée mondiale. Elf ha un pianoforte di vetro interno e teme che possa andare in frantumi o forse lo è già. Ricoverata in una clinica psichiatra a Winnipeg per tentato il suicidio, chiede aiuto alla sorella Yoli per mettere in atto il suo piano di morte senza essere lasciata da sola.
Chi racconta è Yoli, inaffidabile, madre di due ragazzi avuti da due uomini diversi e scrittrice con l'ambizione di smarcarsi dai suoi libri precedenti su rodei e adolescenza. Il personaggio di Yoli brilla per cifra, destrezza e amore.
Lottie, la madre di Elf e Yoli, l'avevo immaginata una snella settantenne, dalla chioma rosso fuoco, salvo scoprire a pagina 322 che è bassa e grassa. Va be', questa è un'altra storia.
Vengono da una comunità di mennoniti del Manitoba e hanno sempre vissuto non conformandosi alle regole, due donne risolute insomma anche nel presente: Elf nel suo piano di morte, Yoli a tenerla in vita e poi a farla “felice” cedendo il passo alle sue convinzioni. Due sorelle legate da un rapporto di alti e bassi, ammirazione e contrarietà. Nulla di nuovo. Anche quando affrontano insieme, in solitario, il tema del suicidio. Leggendo si è assaliti da un forte dubbio: si può assecondare la volontà di morire di una persona cara? E ancor di più: cosa decreta la giustezza della morte in confronto a situazioni ben più gravi? Anche perché entrambe sono messe davanti all'imminente morte della zia paterna, degente nello stesso ospedale.
Il malessere di Elf ha radici profonde e adolescenziali, insofferente alle etichette, così sensibile da farsi carico di ogni amarezza. Forse è possibile rintracciare nel DNA quel gene paterno che la spinge verso questo atto. Un'eredità, una premonizione.
I piccoli dispiaceri di Elf diventano quelli di Yoli, quella caparbietà di aggiustare le cose, trovare una normalità, consapevole che la tristezza è dentro tutti.


Titolo: I miei piccoli dispiaceri
Autore: Miriam Toews
Editore: Marcos y Marcos
Traduttore: Maurizia Balmelli
Pagine: 368
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788871687131
Prezzo di copertina: € 18,00

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