martedì 5 maggio 2015

Diari di viaggio in Italia, Grecia e Turchia di Virginia Woolf


Alessandra Repossi e Francesca Cosi hanno curato una splendida edizione per Mattioli 1885 dei Diari di viaggio in Italia, Grecia e Turchia di Virginia Woolf (1906-1909), ricca di annotazioni e riferimenti.
Questo taccuino è uno dei suoi libri di esordio, non destinato alla pubblicazione anche per le numerose correzioni e omissioni, un diario personale in è riconoscibile la sua cifra stilistica.
Le memorie di viaggio della scrittrice inglese rifuggono quel genere propriamente detto, in quanto spesso le impressioni non si traducono in parole, sono da considerarsi esercizi di stile, abbozzi del momento, trafiletti psicologici: «Esistono molti modi di scrivere diari come questo. Comincio a diffidare delle descrizioni, e anche di quegli adattamenti spiritosi che trasformano l’avventura di un giorno in narrazione; mi piacerebbe scrivere non soltanto con l’occhio, ma con la mente; e scoprire la realtà delle cose al di là delle apparenze».
Comunque, possiamo far entrare questi resoconti nel filone del grand tour europeo.
Quando la ventiquattrenne Virginia parte alla volta della Grecia e della Turchia è ancora Virginia Stephen, lo sarà anche quando raggiungerà l'Italia due anni dopo. Il suo nome cominciava a comparire su diverse testate giornalistiche inglesi.
Parte verso il sud del Mediteranno in compagnia dei fratelli Adrien, Thoby, Vanessa e dell'amica Violet Dickinson.
Corinto, Atene, Nauplia, Tirinto, Epidauro, Eubea, Micene: Virginia coglie elementi di folklore, indugia sui dettagli, si lascia estasiare dal Partenone e dall'arte classica. Catturata dalla Grecia antica ma non da quella moderna, le sue aspettative si infrangono davanti all'indifferenza degli abitanti, incapaci di apprezzare le bellezze del territorio, rimbalzano dalle pagine emozioni contrastanti. Una Grecia «povera, sporca, ma sacra» compresa anche grazie al filtro letterario, strumenti non disponibili per il viaggio in Turchia.
A Costantinopoli non c'è neanche il tempo di esplorare, rimane un'insondabile città velata e fluida, contraddittoria di storia recente. I problemi linguistici sono più evidenti per comunicare e afferrare un po' di questo Paese. E proprio in Turchia Virginia si rende conto che «quando si arriva ad esaminare la questione dell'Occidente e dell'Oriente – allora, davvero – posiamo la penna e non scriviamo più».
Ripreso lo stesso quaderno che l'aveva accompagnata in Grecia e in Turchia, Virginia arriva in Italia
al seguito della sorella Vanessa e del marito Clive Bell, con il quale ha dei rapporti turbolenti che si appianeranno quando la scrittrice è in procinto di pubblicare La crociera.
La stesura delle pagine italiane ha lo stesso processo dei viaggi precedenti, schizzi – alcuni incompiuti – perché la Woolf è assorbita dal lavoro redazionale di alcuni racconti ispirati ai suoi viaggi e da alcune letture – Due sulla torre di Hardy, Harry Richmond di George Meredith – qui rintracciabili.
Milano è una tappa di passaggio prima di raggiungere Siena, antichissima e brulla. La sosta italiana è scandita dalla pigrizia e da poche attività: visita alle chiese o ai musei al mattino, dopo l'ora del tè ci si concede una passeggiata al tramonto. L'arte a Perugia ritorna prepotentemente nella pittura di Michelangelo, Mantegna, Perugino insieme ai magnifici paesaggi.
Nell'aprile del 1909 Virginia è nuovamente in toscana, spesso in visita ai Campbell, famiglia di inglesi benestanti e ben trapiantata in città, è poco colpita da questa compagnia. Ma «Firenze mi sembra un posto molto felice, il glicine è in fiore».
Titolo: Diari di viaggio in Italia, Grecia e Turchia
Autore: Virginia Woolf
Editore: Mattioli 1885
Traduttore: Alessandra Repossi, Francesca Cosi
Pagine: 111
Anno di pubblicazione: 2011
EAN: 9788862612227
Prezzo di copertina: € 17,90

6 commenti :

  1. Da appassionata della Grecia diciamo che il libro potrebbe ispirarmi e giuro che non ero a conoscenza di questo libro della Woolf né di questo suo "contributo" a quella nazione. Mi chiedevo però quanto spazio è dedicato alla Grecia nel libro? Giusto per farmi un'idea e per capire se ne vale o meno la pena recuperarlo... ;)

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    1. Tieni conto che I diari sono 90 pagine circa, in media 25 pagine per paese visitato.

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  2. Anch'io ho sempre avuto un debole per la Grecia, mi chiedo però quanto possa risultare datato al confronto con l'oggi.
    Le edizioni Mattioli sono elegantissime.

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    1. Il viaggio risale al 1906, pochi sono gli elementi con l'attualità e per lo più il resoconto è relativo all'aspetto artistico. Non è questione di risultare datato o meno, Virginia Woolf ribadisce spesso che i suoi appunti hanno poco a che vedere con la letteratura di viaggio e il suo occhio lo conferma.

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  3. Mi sembra davvero interessante, ottima segnalazione! Sono curioso, in questi diari c'è già qualcosa della Woolf dei romanzi? Soprattutto il modo di descrivere le cose, le atmosfere, la luce, i dettagli, perché in questo (e non solo ovviamente) io la trovo straordinaria.

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    1. Ni, mi spiego meglio. L'attenzione al dettaglio c'è ma non è la Virginia dei romanzi. I Diari sono appunti (alcuni incompleti), esercizi di stile e la stessa autrice non pensava alla pubblicazione.
      L'edizione di Mattioli è molto bella e curata.

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