venerdì 29 maggio 2015

Il taccuino di Simone Weil di Guia Risari e Pia Valentinis

Con la filosofia ho avuto un rapporto molto difficile: a stento mi appiccicavo due cose in mente e cercavo in ogni modo di raggiungere un voto decente. Non ho mai superato il 7. Con queste premesse non mi verrebbe mai in mente di prendere in considerazione libri con questo tema.
Il taccuino di Simone Weil è stata una scoperta natalizia: la libreria Hamelin lo aveva recensito per le proposte dedicate ai più piccoli. Così come più volte è stata menzionata durante l'incontro con Chicca Gagliardo. Mi ero promessa di leggere Il taccuino per le belle parole che ne erano nate e così qualche settimana fa l'ho ritrovato sugli scaffali della biblioteca. Sarà stato un segno?
Ed è la casa editrice RueBallu (che nome splendido!) a pubblicare un libro che è un taccuino davvero, con tanto di elastico e Guia Risari e Pia Valentinis a dare respiro a pagine lievi. 
Simone Weil racconta dal suo letto d'ospedale, è stata ricoverata per tubercolosi e non può affaticarsi. Le mancano la scrittura e i libri: i medici l'ha costretta a riposo assoluto ma la mente le permette di vagare, è uno zaino pieno di lettere, esperienze, incontri.
La sua famiglia si è trasferita da tempo negli Stati Uniti. Siamo nel pieno secondo conflitto mondiale, Simone è ebrea e per fortuna vive in Inghilterra.
Costretta all'immobilità, paradossalmente si appresta a un vorticoso sali-e-scendi per rimettere in ordine i tasselli della sua esistenza e assicurarsi un dialogo con il lettore.
Simone è buffa, non ha mai dato peso alle apparenze e alla frivolezze, cosa che invece molti le hanno fatto notare: una chioma indomabile e primi vestiti pescati nell'armadio. Il suo look preferito la comoda e rude tuta da operaio, ricordo del suo periodo di lavoro in fabbrica. Non è una sprovveduta, ha messo in discussione il sistema sociale ed economico, lo ha sempre fatto attraverso l'impegno, abbracciando davvero le condizioni dei più deboli, e attraverso il sapere, la ricerca della verità come fine non ipotetico ma principio di ogni cosa.
Guia Risari ne traccia un ritratto delicato e a tutto tondo della figura della studiosa francese, spirito libero, menta eccelsa e concretezza delle azioni: «la carità consola senza cambiare le cose». Ne viene fuori un'immagine di donna combattiva e tenace
Bellissime le illustrazioni di Pia Valentis, soprattutto quella in copertina: luccicano tra le fronde gli occhi di Simone e gli alberi si innalzano verso l'aria che accoglie le anime limpide. Ma tutto il racconto è ricco di dettagli eloquenti.
In questo percorso presente e passato si mescolano, così come emerge sempre l'auspicio di un mondo migliore: «ogni persona, anche la meno intelligente, anche quella che ha capacità limitate, è animata dal desiderio di trovare la verità. L'unica cosa che bisogna fare è ricordare questo desiderio e realizzarlo, ognuno a modo suo».
Mi è difficile parlarvi di una figura complessa, così come ridurre la sua intesa se pur breve vita, come quella della Weil, il libro è sicuramente un modo per avvicinarsi a questa grande donna. E la bibliografia finale per lettori indipendenti è un invito a non temere le letture importanti. 

Titolo: Il taccuino di Simone Weil
Autore: Guia Risari, Pia Valentinis
Editore: RueBallu
Pagine: 148
Anno di pubblicazione: 2014
EAN: 9788895689159
Prezzo di copertina: € 22,00
Età di lettura: dagli 11 anni

4 commenti :

  1. Meraviglioso.... a scuola amavo la filosofia, anche se ne capivo meno di quanto avrei voluto... Simon Weil poi l'ho incontrata all'università e mi ha sempre molto incuriosito... questo libro intanto finisce in wl, adoro poi la copertina!!!

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    1. Anche i disegni contenuti all'interno sono molto belli.

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  2. Io amavo la filosofia moderna, soprattutto i sistemoni di Kant e Hegel, meno quella più antica (aspetto ancora qualcuno che mi spieghi la dimostrazione dell'esistenza di Dio di Anselmo d'Aosta).
    Non ho mai studiato Simone Weil però, è un nome che ha bussato alla mia porta più avanti...

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    1. Neanche io ho studiato la Weil, ma questo ritratto mi ha incuriosita molto.

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