martedì 23 giugno 2015

Giorno d'estate di Irène Némirovsky

Giorno d'estate dà il titolo alla bella raccolta di racconti di Irène Némirovsky, edita da Passigli che comprende Natività, Domenica, Giorno d'estate appunto, L'inizio e la fine, Vincoli di sangue, alcuni dei quali contenuti nel più recente L'orchessa per i tipi Adelphi. 
L'estate è un rumore sordo, corrisponde all'attimo prima della felicità, arriva chiamata dalla primavera che lascia una scia carica di entusiasmi. Forse sarà la volta buona?
Le protagoniste femminili o coprotagoniste insieme agli uomini sono sempre combattute tra i doveri familiari e gli slanci personali: «ho desiderato tanto. Ho ottenuto così poco». E spesso sono i mariti a pronunciare queste parole, smaniosi di un riconoscimento lavorativo, una breve fuga solitaria. I tradimenti, per lo più amorosi, si ripercuotono su questi legami e si fanno trappole. Le donne in attesa, che consumano la propria vita tra le mura domestiche dedite ai figli, mogli devote che fingono di non sapere dell'adulterio tacciono adirate, uno stato d'animo che si riflette sulla loro bellezza fredda.
Le vicende trovano spazio negli interni borghesi e solo raramente le scene si spostano all'esterno – nelle strade, nei caffè, nei prati, nei tribunali –, ritornando sempre nel cuore della casa, laddove si sfarina la monotonia, si riassettano gli equilibri.
L'inizio è sempre promettente – il tardo tepore primaverile, l'aria densa, i giardini fioriti –, poi il vento solleva la polvere, si insinua in casa, porta turbamento. Rancori mai sopiti, scompigli davanti ai cambiamenti, sospetti sempre più confermati esplodono all'improvviso, alla vigilia di un compleanno di un bel giorno di giugno, dopo i festeggiamenti di un fidanzamento, una cena tra figli e nipoti, alla nascita di una bambina.
Il vento porta con sé un triste presagio. La morte è al capezzale, bianca di pelle, una morsa stretta intorno al collo, un dolore lancinante, la frustrazione per non aver realizzato le proprie aspirazioni. E quando si allontana si acquatta momentaneamente in un angolo. Neanche una pronta guarigione riesce a ripristinare l'ordine, se non a mantenere lo stato di incertezza.
La gioia è effimera, priva di concretezza, si alimenta delle aspettative più sincere: «La felicità? La inseguiamo, la cerchiamo, c'è chi si uccide se necessario, ed essa è qui», si disse, «nasce nel momento in cui non ci aspettiamo più nulla, non speriamo più nulla, non temiamo più nulla».
Irène Némirovsky è la sacerdotessa dell'animo umano, in punta di piedi si infila tra i suoi personaggi, li ascolta e li coglie durante la metamorfosi, dalla tranquillità alle nuove partenze. Ha la capacità di catturare il dettaglio di ogni elemento per circoscriverlo della luce di un giorno d'estate

Titolo: Giorno d'estate
Autore: Irène Némirovsky
Editore: Passigli
Traduttore: Maurizio Ferrara, Gennaro Lauro
Pagine: 154
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788836814015
Prezzo di copertina:  € 14,50

6 commenti :

  1. Della Nemirovsky per ora ho letto solo Suite francese e Jezabel. Però non avevo mai sentito questa raccolta, e la tua recensione mi ha intrigato molto. Comunque in generale è un'autrice di cui voglio leggere il più possibile. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensa che il mio primo libro della Nèmirovsky: mi sono lasciata tentare dal titolo così pieno di luce, anche se i racconti sono dei bei chiaroscuri.

      Elimina
  2. Ho scoperto Irene Némirowsky grazie ad una amica che ha organizzato e condotto per anni un gruppo di lettura, una sorta di salotto letterario in cui ci proponeva un libro al mese, poi ci si trovava a confrontarci e a discuterne. Ho letto Suite francese e successivamente vari altri libri: una autrice che mi ha decisamente coinvolto.
    A presto,
    V.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me ha fatto una buona impressione, conto di recuperare qualcos'altro.

      Elimina
  3. Quanto mi piace la definizione di "sacerdotessa dell'animo umano" per la Nèmirovsky, non potevi trovare una definizione più calzante e delicata!
    Ho da poco finito di leggere I cani e i lupi che, per quanto sempre ben scritto, ho trovato un po' frettoloso e inverosimile. Però non smetto di leggere questa autrice, proprio per la capacità sacerdotale di cui parlavi tu (ho comprato la raccolta completa delle sue opere!). Questa raccolta di racconti conto di leggerla prima o poi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meraviglia. Vorrei leggere altro, magari Suite francese lascerlo verso la fine. Penso che indagherà la dimensione dei racconti.
      Grazie.

      Elimina

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale