mercoledì 8 luglio 2015

Fiabe di mare di Italo Calvino

«Io credo questo: le fiabe sono vere, sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna». Chi parla è Italo Calvino a proposito della fiaba e della sua bella raccolta delle Fiabe italiane, che nel 1956 ha pubblicato, ricostruito stilisticamente e riformulate dai dialetti dello Stivale per questo corposo progetto l'immenso e variegato repertorio favolistico nazionale. 
Mondadori ha estratto alcuni cicli narrativi destinate ai più piccoli, un nucleo tematico di racconti di naviganti e prodigiosi nuotatori in questo caso. Fiabe di mare ne contiene sei: tre siciliane, Cola pesce, Un bastimento carico di... , Il Balalicchi con la rogna; una veneta, Il Principe Granchio; una ligure, L'uomo verde d'alghe, una istriana, Bella fronte.
Tralasciando la funzione sociologica e più letteraria della fiaba, essa si manifesta come identità di un territorio, patrimonio culturale e influenze storiche senza dimenticare il rapporto tra oralità e scrittura che si consolida definitivamente dopo secoli di cantastorie.
La vicenda procede spedita ma nelle fiabe di Calvino, la battuta di chiusura introduce l'io narrante che ironicamente sposta l'attenzione dai personaggi alla propria condizione di ascoltatore: «vissero in pace e in carità / E a me mai nessuno niente mi dà».
Re, principesse, uomini di umili estrazioni con l'incursione nel mondo di sultani, lo schema delle Fiabe è simile: c'è sempre qualcosa che crea scompiglio, quasi sempre non appartenente alla sfera regale, fino allo scioglimento della vicenda. Ci sono mostri da sconfiggere, snervanti prove da superare per ottenere l'oggetto del desiderio che coincide con l'amore e con il riconoscimento personale. Il lieto fine è assicurato, non potremmo aspettarci altro. Anche nel caso di Cola pesce, che comunque, vive nella memoria dei messinesi. È proprio questa la mia fiaba preferita. 
Queste storie marine vedono protagonisti il mare e anime semplici, lontane dai giochi di potere e spesso si ritrovano imbrigliati nelle trappole di arrivisti e regnanti. 
Cola pesce che vive nelle acque dello Stretto di Messina e il re mette a dura prova la sua pazienza e la sua paura della profondità e dell'ignoto. Messina ha il suo re, è Cola pesce che regge tutta la Sicilia. Il Principe Granchio è vittima di un incantesimo, la cui vita è nel fiore di una fata e nell'astuzia di una principessa. Baciccin Tribordo è vagabondo, lasciato solo in mare dal capitano del veliero alla ricerca della figlia del re sparita nel nulla, magicamente riappare vestito d'alghe. Peppi, affidato al re perché povero, si innamora della principessa e per dissuaderlo viene mandato in mare ogni volta con un bastimento carico di impedimenti, ma in suo aiuto arriva San Michele. La figlia del Sultano e Bella Fronte riscattano il loro amore e le buone intenzioni grazie alla parola data. Sarà un libro di incantesimi a indicare a Pidduzzu la giusta via di casa, a salvare Il Balalicchi, il sultano turco a cui è venuta la rogna, e a sposare Pippina, di nobili origini.
Fiabe di mare come la raccolta completa è una catalogazione bellissima, un viaggio nella storia di molte Italie tra velieri e racconti che approdano a nuovi porti. 

Titolo: Fiabe di mare
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
Pagine: 91
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788804628279
Prezzo di copertina: € 15,00
Età di lettura: dai 10 anni

3 commenti :

  1. Che bellezza, altro che dieci anni, ce le leggiamo noi! ;)

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  2. La fantasia di Calvino non aveva confini ;-) Complimenti per le foto, che se fanno venire voglia a noi adulti di leggere il libro... figuriamoci ai bambini!

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  3. L'ultima foto in particolare è deliziosa.

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