martedì 29 settembre 2015

Hugo e Rose di Bridget Foley

Incredulità è l'unica parola che associo a questo libro, nonostante abbia letto spesso storie inverosimili, questa volta non sono riuscita a capacitarmene. Mi riferisco a Hugo e Rose di Bridget Foley per Edizioni e/o, osannato da molti.
All'inizio mi aveva suscitato curiosità, ma già dopo 20 pagine avrei voluto abbandonarlo ma non per la scrittura in se, la lettura è scorrevole, nulla da di dire a riguardo. Per senso del dovere l'ho terminato, anche perché sul finale mi ha sorpresa.
Rose ha la sua vita piena di incombenze familiari, vive per marito e figli. Ogni notte si rifugia nei sogni, o meglio in un sogno dall'età di sei anni: vivere mille avventure insieme a Hugo sull'isola di sabbia rosa per tentare di raggiungere Città Castello.
Per molti anni i due bambini si incontrano durante il sonno, ma quando Rose per caso scorge un uomo che ricorda Hugo fa di tutto per scoprire la sua identità, finalmente il suo amico immaginario ha un volto. Le aspettative sono disattese per entrambi, goffi e trasandati non riconoscono la delicatezza dei lineamenti fanciulleschi con i quali hanno convissuto nei sogni. Però si rafforza il legame che fino a quel momento era stato idealizzato, tracciato dal doppio trauma, per Rose fisico dovuto alla caduta dalla bicicletta, per Hugo psicologico: sono la salvezza dell'uno per l'altra, una corrispondenza di sentimenti che porta alla scoperta del lato oscuro di ciascun individuo.
Quindi, il territorio tra sogno e realtà è così sottile da fondersi, senza più distinzione da incidere sul fragile equilibrio familiare e mentale di Rose.
Paradossalmente, è la parte che più apprezzato, per me meglio riuscita. La prima metà del libro ha un ritmo molto lento, traspare il distacco tra la straordinarietà dei sogni e la realtà. L'autrice racconta come fosse una favola per bambini, quella che Rose narra ai suoi figli delle avventure sull'isola. È vero che finché Hugo e Rose non si conoscono la vicenda è ricondotta al mondo della fantasia.
Nel realismo magico, per esempio, un evento inspiegabile entra nella narrazione senza disturbarla, anzi non ci si chiede quanto possa essere vero. A mio avviso, in Hugo e Rose manca la naturalezza di questo genere.
Mi chiedo come sia possibile nella scrittura della Foley questa distanza siderale tra la quotidianità e il sonno? I sogni di Rose non sono mai influenzati dall'esperienza quotidiana, ci sono solo lei e Hugo. È così forte, allora, il desiderio di fuggire da una vita che la inchioda in casa?
Per quanto suggestivo possa essere il tema onirico, va anche trattato con una certa cautela. Ho pure chiesto ad un amico psicologo ragguagli sull'argomento, per farvi capire quanto mi abbia lasciata qualche perplessità.
Tuttavia, il libro è un ulteriore tassello per riflettere sulla famiglia americana, su ruoli e ambizioni di ciascun componente. 

Titolo: Hugo e Rose
Autore: Bridget Foley
Editore: e/o
Traduttore: Nello Giuliano
Pagine: 330
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788866326731
Prezzo di copertina/ebook: € 18,00 - € 9,99

7 commenti :

  1. è un libro molto letto al momento e leggendo i vostri pareri sto cercando di capire se potrebbe piacermi o meno. L'onirico non mi attrae molto in letteratura e credo che la tua perplessità sarebbe anche la mia!

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    1. Io dico sì all'onirico su un'esperienza vissuta realmente, ma non inventata.

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  2. No no, pur trattandosi di letteratura nordamericana ed essendo un libro di cui sento molto parlare - in bene e in male - temo che lo "bypasserò" direttamente. Peccato però!

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  3. Non mi convince, decisamente non è un tema che mi attira. Passo la mano...
    V.

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  4. Usare il realismo magico richiede molto talento per non risultare spiacevolmente artefatto...Sono curiosa di leggerlo però, le recensioni sia positive che negative mi incuriosiscono sempre!

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    1. Il realismo magico è un esempio: la narrazione e lo straordinario si amalgamano bene, con naturalezza appunto; qui no.

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