giovedì 3 settembre 2015

Isola grande isola piccola di Francesca Marciano

È la prima volta che leggo uno scrittore italiano tradotto, come nel caso di Isola grande isola piccola di Francesca Marciano per Bompiani. Il titolo e la copertina sono stati un colpo di fulmine. E poi stupore per un'autrice italiana che abitualmente scrive in inglese e per una lettura che ho dovuto centellinare per il timore che si volatilizzasse in un tempo troppo breve.
Una scrittura lieve e poetica, avida di dettagli che trova pienezza nello spazio di poche pagine la sua forma perfetta. La Marciano tratteggia volti, paesaggi, contesti con efficacia e amore per la narrazione.
Mi sono ritrovata in molti di questi racconti: La presenza degli uomini è il mio preferito per quel bagliore positivo sul finale. Ma io per natura sono pessimista. 
L'amore è il filo conduttore soprattutto quello di coppia, declinato talvolta in fraterno e amichevole, che vede donne forti, pazienti e libere alle prese con vicende personali che hanno a che fare con questo sentimento. Una collezione di scritti che segue cronologicamente l'età della vita di queste donne, dall'adolescenza alla maturità; Una serata indiana, invece, percorre alternativamente, e con maestria, il punto di vista di due coniugi in piena crisi matrimoniale e creativa. L'ultimo racconto chiude il cerchio, sposta l'attenzione su una scrittrice romana residente in America e pare ricondurre all'autrice. Ma questa è una mia supposizione.
La nota interessante è la quieta disinvoltura della Marciano ad affrontare le situazioni, i tormenti dei suoi personaggi emergono dall'apparente calma avvolgendo il lettore con parole seducenti.
Si viaggia molto in questo bel libro – Grecia, Italia, Africa, India, Stati Uniti – su tutto c'è l'ombra lunga di Roma e di New York, quasi a voler marcare la doppia appartenenza, sentirsi scissi tra due modi di pensare e agire fino a trovare splendore e concretezza in nuova lingua, di preferenza l'inglese, sinonimo di rivelazione, trasformazione. Il titolo originale, The Other Language, ne sottolinea l'altro nucleo narrativo ma trovo molto più evocativo e pertinente quello italiano tratto dall'omonimo racconto interno.
«Questa parte del tragitto, dall'Isola Grande all'Isola Piccola, è stata una deviazione decisa all'ultimo minuto»Si sceglie il cambiamento all'improvviso, dopo aver meditato a lungo nel mare dell'esitazione: c'è qualcosa che irrompe, un elemento di rottura, precipita la situazione e d'istinto si prende la decisione a lungo rimandata. La fatica della traversata è immensa, dalla riva guardare l'altra sponda significa abbandonare ciò che stato per accogliere il nuovo nel bene o nel male.Spesso le aspettative sono disattese, allora la delusione si fa cocente ma non per questo si torna indietro, si interrompere una relazione, ci si libera dalle cattive interpretazioni e dal passato.
Le isole grandi sono accoglienti, rassicuranti, difficile abbandonarle; quelle piccole sono gli spazi angusti che sanciscono la metamorfosi e dell'incertezza del futuro. In ciascun racconto c'è un'isola reale o figurata, una soglia da varcare per scrollarsi di dosso il torpore e prendere atto della propria vulnerabilità.

Titolo: Isola grande isola piccola
Autore: Francesca Marciano
Editore: Bompiani
Traduttore: Tiziana Lo Porto
Pagine: 325
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788845279140
Prezzo di copertina/ebook: € 18,00 - € 9,99

6 commenti :

  1. Mi piace! ^_^ grazie di avermelo fatto conoscere, me lo segno subitissimo :)

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    1. Fammi sapere la tua su questo libro. Ci conto.

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  2. Vorrei tanto leggerlo. Potrebbe piacermi, vero?

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    1. Maria, mi metti seriamente in difficoltà. Può darsi che più di qualche racconto potrebbe piacerti.

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  3. Sai che non ne avevo mai sentito parlare? Bompiani non è proprio la mia casa editrice preferita, la guardo sempre troppo poco... mi incuriosisce molto il titolo in inglese, magari se mi decido potrei leggerlo in inglese... ci penserò... :-)

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    1. Secondo me, potrebbe piacerti.
      In casa Bompiani ci sono alcune chicche da non lasciarsi sfuggire, come questo libro e Atlante delle isole remote. Anche i classici non sono da dimenticare.

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