martedì 22 settembre 2015

Raccontare il mare di Björn Larsson

Ho iniziato a leggere Raccontare il mare di Björn Larsson (Ipeborea) rigorosamente davanti al mare imprevedibile di settembre. Non c'è scenografia migliore di questa.
Non mi aspettavo un libro simile, il mio difetto è di non leggere con attenzione le sinossi e di lasciarmi suggestionare da certe immagini. Ma questa volta non mi è andata male, anzi benissimo.
Proseguo per negazioni. Non è un romanzo o racconto biografico, tra le righe c'è anche quello e ancor di più nella Postfazione delle prefazioni. Quindi, è una raccolta di prefazioni a testi inediti o presentati dall'autore svedese, un inventario di alcuni libri sul mare o biografie di navigatori – Lo specchio del mare di Joseph Conrad; Sull'acqua di Guy Maupassant; L'enigma delle sabbie di Erskine Childers, il giornale di bordo di Cristoforo Colombo; Solo, intorno al mondo di Joshua Slocum; Nei mari dei pirati di Nicolò Carnimeo; i viaggi di Francesco Biamonti; il premio Nobel Harry Martinson; Le tribolazioni di Maqroll il Gabbiere di Álvaro Mutis. 
Analizzando l'Odissea, si cade nell'errore a considerarla il primo vero racconto di mare: Ulisse è un soldato che desidera tornare a Itaca ma per capriccio degli dei è costretto ad errare da un'isola a un'altra, da una prova a un'altra. Ecco perché Raccontare il mare ruota intorno a un quesito fondamentale: quanto il mare abbia influenzato la creatività letteraria. Si potrebbe ipotizzare a un patrimonio culturale sterminato. Niente di più sbagliato. La letteratura marinara, o come preferisco dire io marina, arruola pochi autori che hanno fatto del mare e della navigazione fonte di materia letteraria. Se di diari di bordo, manuali tecnici e resoconti di viaggi si trovano sugli scaffali delle librerie in abbondanza, i navigatori che hanno saputo trarre racconti degni di nota, pulsanti di un cuore narrativo, si possono contare sulle dita di una mano. Insomma, dei classici: cifra narrativa e materia interessante.
Tra la navigazione e la letteratura esiste un legame particolare, le suggestioni del linguaggio metaforico, certe inquadrature: «il lettore non si sente mai al sicuro, mai tranquillo, nemmeno all’ormeggio, che basta un cambio di vento improvviso per diventare pericoloso. La navigazione è quindi in sé una fonte di suspense, non a causa di ciò che succederà in futuro, ma a causa del momento, dell’attesa spasmodica di una boa, di una linea della costa intravista nella nebbia, di un cambio di colore nell’acqua».
Pensiamo che a spingere verso l'incerta distesa salata sia il desiderio di libertà e di avventura: «per il marinaio esperto, invece, il mare è un luogo che più concreto di così non potrebbe essere, un luogo di lavoro dove l’errore di giudizio, la negligenza e la leggerezza hanno la loro immediata punizione». Una riflessione che mi ha fatto dubitare del mio amore verso il mare, se il tutto si riduce alle sfumature di azzurro e giochi nell'acqua privo, per fortuna, dello spirito vacanziero delle ferie estive. Almeno questo.
Si legge ciò nel capitolo, che più mi ha colpita, dedicato a Conrad e al suo Lo specchio del mare: per l'autore polacco è presuntuoso e da incoscienti definirsi amanti del mare, che è sinonimo di Caso, errore umano, condizioni atmosferiche. La sua vera passione è riservata all'imbarcazione, che lo spinge, tra nodi e venti, a stare in mare per circa vent'anni. E Conrad, però, è riuscito a narrare le sue sensazioni.
Cristoforo Colombo ha il merito di aver scoperto le Americhe, le quali non recano il suo nome. Paradossalmente, al navigatore genovese sono mancate le parole per descrivere le sue scoperte, cosa che invece ha saputo fare Amerigo Vespucci. Così va la Storia.
Lo scrittore svedese cuoce nel sul calderone temi apparentamenti lontani dal nucleo principale. Le pagine in questione affrontano gli argomenti più attuali, quali la pirateria e l'immigrazione. I pirati contemporanei non hanno più la benda sull'occhio, sono equipaggiati di sofisticati strumenti tecnologici e assalgono cargo, perché i tesori sono custoditi lì.
Björn Larsson narra di capitani coraggiosi, viaggiatori, alisei, vite che hanno il diritto lasciare una traccia anche se non hanno nulla a che fare con la letteratura, letture ispiratrici che aprono ad altre letture: questo è Raccontare il mare. Buona navigazione. 

Titolo: Raccontare il mare
Autore: Björn Larsson
Editore: Ipeborea
Traduttore: Ester Borgese, Maria Laura Vanorio, Paola Polito, Nicola Jacchia, Katia De Marco
Pagine: 187
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788870914443
Prezzo di copertina/ebook: € 15,50 - 8,99

3 commenti :

  1. lo ammetto, dalla copertina non lo avrei nemmeno afferrato, ma avrei errato

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    1. Se sei alla ricerca di una lettura ricca questo è un bel libro.

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  2. Bella e particolare la scelta del tema su cui è impostato tutto il libro. Mi incuriosisce Larsson, anche se non ho ancora avuto modo di leggerlo.

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