martedì 27 ottobre 2015

I piccolini - Mai scommettere la testa con il diavolo di Edgar Allan Poe e Giacomo Garelli

A pochi giorni da Halloween non posso che consigliarvi un bel libretto del maestro del terrore, Mai scommettere la testa con il diavolo è un racconto di Edgar Allan Poe.
Orecchio acerbo ha rispolverato per la sua collana Lampi light, dedicata alle storie del grottesco e del fantastico, uno dei maggiori rappresentanti della letteratura gotica.
L'atmosfera cupa è catturata dalle illustrazioni di Giacomo Garelli, ricche di rimandi letterari e artistici, significati nascosti anche direttamente legati all'autore americano, seguendo un percorso individuale e (quasi) al contrario.
Ho scoperto, inoltre, che Federico Fellini si è liberamente ispirato al personaggio Toby Dammit per Tre passi nel delirio, film a episodi tratto dai racconti di Poe. Magari dopo la lettura, sarebbe interessante procurarselo.
Toby Dammit fin dall'infanzia mostra chiari segni di malvagità, ironicamente ereditata dal suo cognome. Nonostante la madre abbia cercato di non cedere ai suoi tremendi sfoghi, schiaffeggiandolo con la mano sinistra sembra che lo abbia incoraggiato invece di placare la sua rabbia. L'ennesimo capriccio è farsi crescere i baffi all'età di un anno.
Durante la gioventù prende sempre più spesso l'abitudine di sfidare la gente in imprese o convinzioni, puntando alla propria persona: sul piatto non mette mai denaro o oggetti ma scommette la propria testa con il diavolo.
Più volte viene rabbonito dal suo amico, l'io narrante, la sua indole avrebbe compromesso la sua esistenza. Sprezzante del pericolo, non ha alcun intenzione di redimersi. L'amico non disdegna la sua compagnia e con rassegnazione ne accetta la condotta. Fino a quando le sue parole non vengono messe alla prova...
Così un giorno trovandosi in prossimità di un ponte decidono di attraversalo, per poter giungere l'altra estremità è necessario girare intorno ad un tornello. Toby anche in questo caso scommette la propria testa se non riesce a saltarlo. Ad aspettarlo c'è un tipo grassoccio, dall'espressione inquietante, una scintilla brilla nei suoi occhi. Toby se ne accorge e non può sfuggire al suo destino. Facile intuire la fine di Dammit ma l'epilogo è ancor più macabro di quello che si possa immaginare.
Chi narra la storia, nell'ottica di Garelli, ha le sembianze di un uomo corretto e ciò non significa che ne rappresenta il Bene. La moralità non coincide necessariamente con esso, anzi, nella storia non c'è alcun riferimento allo scontro tra forze ultraterrene. Tuttavia, è esplicita la vittoria del Male.
Poe predice a Toby una sorte amara e forse anche a se stesso se non si seguono i dettami della moralità ma non è così convinto, come annuncia nell'incipit del racconto con tono polemico: «non esiste quindi alcun argomento fondato a favore dell'accusa mossami da certi ignorantoni, secondo i quali non avrei mai scritto un racconto morale o, in termini più precisi, un racconto con una morale»[…] E più sopra: «in breve, è stato dimostrato che nessuno può mettersi a scrivere senza uno scopo assai profondo. Questa scoperta libera gli autori da tanti affanni. Un romanziere, ad esempio, non ha bisogno di preoccuparsi della propria morale».
Alla luce di questi chiarimenti viene da pensare ad un inquadramento differente della storia in cui il narratore impersonifica i critici e Dammit pare essere l'alter ego di Poe, lui che morì presumibilmente per alcolismo. Capovolgendo beffardamente lo sforzo e l'intenzione iniziali, Poe rivendica la forza creativa dello scrittore e la libertà di scommettere la propria testa con il diavolo.

Titolo: Mai scommettere la testa con il diavolo
Autore: Edgar Allan Poe, Giacomo Garelli
Editore: Orecchio acerbo
Traduttore: Elena Fantasia
Pagine: 52
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788896806593
Prezzo di copertina/ebook: € 15,00 - € 4,99
Età di lettura: dai 13 anni

3 commenti :

  1. Molto interessante questo post, soprattutto per chi come me ama molto Edgar Allan Poe! Le illustrazioni poi sono meravigliose!!

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    1. E la storia è interessante fin dalle prime battute.

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  2. Che meraviglia di libro e di illustrazioni... Mi piace come l'hai fotografato e presentato! :-)

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