giovedì 8 ottobre 2015

La Madonna dei mandarini di Antonella Cilento

Quando si legge Antonella Cilento si fa sul sicuro, anche nel caso di un librettino come La Madonna dei mandarini per Nn editore. Le sue non sono semplici storie ma nascondono molti rimandi storici, folkloristici, artistici: si ha l'impressione di sfogliare un'enciclopedia anche quando racconto e personaggi sono tragicomici. Si ride tanto, davvero. 
Mimì Staibano, benestante avvocato e Don Vincenzo Cuccurullo, sacerdote che indossa un rolex e ha aspirazione letterarie, hanno fondato l'Associazione, un ente che opera nella realtà difficile di Napoli. Statine, Simone che ne è presidente, Camilla, Filippo lavorano per loro, occupandosi di giovani madri e figli “sbagliati”. Sono ragazzi disoccupati o studenti che hanno ripiegato su questo impiego momentaneo per necessità. Chi accetta di lavorare è attento a non inimicarsi prete e avvocato, ma chi come Statine non si capacità dei paradossi dell'ambiente in cui lavora.
L'Associazione opera al Vomero, uno dei quartieri borghesi della città, a stretto contatto con i fiumi di denaro proveniente dalle agiate famiglie che subiscono l'ascendente del sacerdote. La sede ha la sua postazione accanto alle vetrine di golosità a caro prezzo, non in un contesto difficile come posso essere alcune zone periferiche.
A pochi giorni dal Natale, viene organizzato un mercatino di beneficenza che aiuterà le attività dell'associazione. Qualcuno dopo i festeggiamenti ruba l'incasso: è arrivata la Madonna dei mandarini a consolare l'anima di qualche poverello. Da venticinque anni, Statine sente questa storia che puntualmente viene recitata dalla nonna, «O ssaie 'o fatto d' 'a Maronne de' manderine?», ha portato i mandarini durante la notte all'angioletto punito da Dio per aver peccato. Neanche San Pietro riesce a intercedere per lui, deve espiare la colpa. La Madonna, mossa da tenerezza, la notte lo raggiunge con il dolce frutto.
Qui la colpa la espiano, erroneamente, chi il peccato non l'ha commesso, raccoglieno le briciole di un fastoso banchetto che né la vita e né chi si premura di risarcirlo ha mai voluto invitare.
La Madonna dei mandarini fa luce sui comportamenti subdoli di chi si occupa di volontariato, di una carità di facciata per liberarsi la coscienza: «io sono un giusto. La mia aspirazione è essere giusto. Io sono buono, giusto e potente», così si autoconvince Mimì della propria persona. Neanche Don Cuccurullo è esente da questa critica, sempre preoccupato delle intenzioni che delle cattive azioni, usa la religione come scudo per i suoi traffici sottobanco, poco attento alla durezza che lo circonda.
Vi dicevo, si ride di questa storia leggera e tumultuosa, mescolanza di sacro e profano, ipocrisia e ingenuità: il cono d'ombra si sposta da Napoli ad un'Italia piena di contraddizioni.

Titolo: La Madonna dei mandarini
Autore: Antonella Cilento
Editore: NN editore
Pagine: 140
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788899253103
Prezzo di copertina/ebook: € 13,00 - € 6,99

2 commenti :

  1. Nell'ultimo periodo sto facendo dei grandi passi con gli scrittori contemporanei italiani, che in genere non sono il mio forte, quindi intanto mi segno il titolo perché i sembra un storia molto simpatica... le tue foto poi sempre belle eh! ;-)

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    1. Una storia di alti e bassi... Gli scrittori napoletani hanno quel quid in più.

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