martedì 13 ottobre 2015

Paradiso e inferno di Jón Kalman Stefánsson

Quando più e più volte ho parlato della mia indecisione di leggere Paradiso e inferno di Jón Kalman Stefánsson (Iperborea) sono stata assalita da una valanga di opinioni entusiasmanti. Luce d'estate ed è subito notte non mi aveva colpita moltissimo, avevo deciso di accantonare l'idea di riprendere in mano qualcos'altro dell'autore islandese. Sicuramente, Paradiso e inferno fa breccia per la potenza di una scrittura minimalista e molto evocativa, per una storia in cui la natura ha la meglio sull'uomo ma sulle parole. 
Una costante nella narrazione di Stefánsson è il sibillio di voci iniziale, nascoste nell'ombra, introduce ad un narratore onnisciente per entrare nel cuore di un intreccio di casualità, connessioni, pensieri, amore e soprattutto amicizia.
Il ragazzo e Barđur si imbarcano per partecipare a una battuta di pesca nel Mar Artico nell'attesa che sopraggiunga l'estate e racimolare qualche soldo. Il mare è un forziere d'oro che garantisce un minimo di sopravvivenza.
È aprile, il clima è tutt'altro che mite, l'Islanda è falciata da nevicate e freddo polare.
Lasciata la costa il mare si fa sempre più grosso, le raffiche di vento tagliano, la neve si fa sempre più copiosa. Barđur ha dimenticato all'alloggio la cerata per proteggersi dalle intemperie. Ha passato gli istanti prima della partenza a scrivere a Sigríđur, a leggere Paradiso perduto di Milton, a perdersi in un verso Nulla mi delizia, tranne te, le ultime sue parole. L'epilogo non è dei più felici.
Al Villaggio, un borgo di pescatori nei pressi di Tangi, il Ragazzo si reca per consegnare l'opera di Milton al suo proprietario, Kolbein, capitano cieco di una nave e amante dei libri. Anche qui le prospettive quotidiane sono ben poche: lasciare l'isola o andare in mare quando non si è ubriachi.
Il Ragazzo ad Helga e Geirþrúđur, titolari di un bar, racconterà «la storia che è cominciata con la vita e si è conclusa con la morte».
Su tutto c'è il mare. «Poesia, una forza primigenia, una lingua con radici profonde nel buio del subconscio». Nonostante, il pericolo è un balsamo di parole scritte e urlate contro il tempo sospeso, che ti costringe a pensare ad altro piuttosto che guardare in faccia la morte.
La realtà ha il potere su ogni cosa, di essere paradiso o inferno, ma la bellezza della letteratura e la speranza possono sopravvivere sull'attimo prima di morire, sull'isolamento e la solitudine.
La vita del ragazzo e di Barđur si incrociano per destino e possibili intenzioni, la morte può pretendere il suo conto ma la vita chiama altra vita.


Titolo: Paradiso e inferno
Autore: Jón Kalman Stefánsson
Editore: Iperborea
Traduttore: Silvia Cosimini
Pagine: 245
Anno di pubblicazione: 2011
EAN: 9788870911909
Prezzo di copertina/ebook: € 16,50 - € 8,49

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