giovedì 19 novembre 2015

Quell'angolino tranquillo a sinistra di Mehdi Rabbi


Ha una copertina dal forte sapore mediorientale il libro del giovane autore persiano Mehdi Rabbi, Quell'angolino tranquillo a sinistra, che trae il titolo dal primo racconto della raccolta e pubblicato da Ponte33, una casa editrice che guarda al mondo arabo. Una voce leggera e ferma che indugia molto sui dettagli, apre le porte alle contraddizioni dei legami affettivi. 
Ci sono l'aroma e il tepore del tè in questi racconti sottili di amore, amicizia, solitudine che guarda con la lente d'ingrandimento la nuova generazione di Ahvaz, capoluogo della regione iraniana del Khūzestān. L'acqua è sempre sul fornello, pronta per chi desidera un po' di conforto.
Fin dal principio è chiaro che questi racconti ruotano intorno all'eterno principio del mondo vita e morte, opposte ma tangibili anche nel quando il cimitero sorge in prossimità di un fiume così eloquente in Tomba di famiglia.
Buona parte della raccolta è scritta in prima persona, ha sicuramente una cifra autobiografica. E anche quando la storia riguarda terzi, si ha la sensazione che includa quell'io che si messo da parte per poter meglio narrare, rimanendo in qualche modo coinvolto persino quando sembra di ascoltare storie antiche come Malihe, la mia preferita.
Al villaggio i più non comprendono come due fratelli vivano di quell'unione indissolubile, decisi a mettere scompiglio in quel microcosmo. La tradizione con fatica si adatta ai nuovi ritmi e soprattutto alle necessità dell'anima. Nelle trame di Mehdi Rabbi la modernità irrompe nelle case, nella stabilità secolare. Ne nasce un conflitto, mai urlato, stridente per lo più, che pare sempre sul punto di esplodere ma rimane in sospeso.
Cosa che accade ad una moglie che tace al marito di buona parte dei dettagli della giornata lavorativa: di quel conforto di libri e parole il suo uomo non capirebbe. In questo caso è ancora più evidente come le relazioni siano fragili, basta un nulla e tutto si scombina. Spesso si è incapaci di prendere una decisione e di venire a compromessi con chi ci sta accanto.
Anche chi non si uniforma alle regole sibilate dalla società, sente sfaldarsi dietro di sé la strada e corre: è alla disperata ricerca di un angolino tranquillo, segreto, della propria individualità.
L'io non si ribella alla realtà, è protesa tuttavia al rinnovamento, preferisce ancorarsi alla terra e procedere lungo il sentiero dell'isolamento. I rapporti umani sono Ponti. Ahvaz è una città di ponti, costruirli è un'abitudine antica: «ogni suo lato è congiunzione a un luogo, ma non appartiene a nessuno di essi». Ecco cosa sono gli uomini.
Tredici racconti in tutto. Non credo che dietro ci siano questioni simboliche. Semplicemente sono tredici bei racconti.

Titolo: Quell'angolino tranquillo a sinistra
Autore: Mehdi Rabbi
Editore: Ponte33
Traduttore: Mario Vitalone
Pagine: 123
Anno di pubblicazione: 2015
EAN: 9788896908082
Prezzo di copertina: 14,00

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