martedì 1 dicembre 2015

La leggenda della rosa di Natale di Selma Lagerlöf

Soffia il vento, è quello nordico, pungente che porta storie magiche e piene di fascino. La leggenda della rosa di Natale viene dalla Svezia, scritto da Selma Lagerlöf, la prima donna a ricevere nel 1909 il Premio Nobel per la letteratura. Iperborea ha confezionato questo librettino di storie da leggere davanti al camino per lasciarsi avvolgere dall'aria frizzante del Nord Europa. 
I racconti di Selma Lagerlöf hanno un'atmosfera particolare: leggenda, cultura popolare, paganesimo si amalgamano perfettamente in una prosa lirica senza mai risultare barocca e artificiosa. Da queste pagine trapela la piacevolezza della narrazione di una scrittrice animata da molta passione.
Nel primo racconto un abate accetta la scommessa di vedere un giardino più bello del suo convento, dove cresce una volta l'anno un fiore splendido: tanto se ne parla in giro, ma nessuno, eccetto la famiglia di briganti ha mai potuto essere spettatore. La moglie del brigante lo invita nella foresta per il 24 dicembre. Nel giardino rigogliosissimo, al primo chiarore di luce nella notte buia, nasce una fiore, la rosa di Natale, che darà il titolo alla raccolta. Un miracolo. Improvvisamente, l'incredulità dell'anziano rompe l'incantesimo.
E poi si narra del bravo violinista Lars Larsson che gareggia con lo Spirito dell'acqua; dell'imperatore Gustavo che comprende la grandezza del suo popolo che non si è fatto corrompere da una miniera d'argento, di una donna che nei suoi sogni fa rivivere l'amato disperso in mare, dimenticando il dolore del presente in una città che strega.
Questi sono alcuni dei racconti del libro. Vi lascio scoprire gli altri.
Sono narrazioni “morali” ma prive del tono canzonatorio, non si ammonisce, non si addita con severità all'errore commesso, ma è filtrato da una scrittura morbida. Sono al tempo stesso storie spirituali: c'è sempre qualcosa di trascendentale, una scia luminosa che apre una strada nuova all'uomo, quasi una sorta di seconda possibilità, di tardo ripensamento. In ciascun racconto sono palesi i segni della rinascita, della luce. Ecco perché sono riconducibili al Natale, soprattutto il primo racconto, anche quando formalmente non lo trattano, ne sfiorano i tratti più intimi e sinceri.
I personaggi della scrittrice svedese sono terreni con tutti i difetti e meriti dell'uomo, anime inquiete che si rifugiano nell'attesa di ciò che ancora non è stato, nella conferma delle loro qualità.
«Il mare, la terra, la pesca, tutto è incerto. Qualcosa su cui contare è quello che ci servirebbe» dice padre Verneau riportando le parole di un suddito nel racconto Il tesoro dell'imperatrice. È vero, hanno bisogno di qualcosa su cui contare, come tutti e si fanno durante la vita a ricercare un appiglio che li possa far andare avanti.
Il lieto fine è dietro l'angolo: si acquista una nuova consapevolezza, si riconosco i propri limiti. Si tiene una porta aperta, perché alla fiducia nel prossimo, alla speranza di una vita migliore e piena, al riconoscimento della propria individualità si crede. Sempre.


Titolo: La leggenda della rosa di Natale
Autore: Selma Lagerlöf
Editore: Iperborea
Traduttore: Maria Svendsen Bianchi
Pagine: 128
Anno di pubblicazione: 2014
EAN: 9788870915372
Prezzo di copertina/ebook: 14,50 - 7,99

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